18/11/2021

Mappatura termica

Volete saperne di più su cartografia, mappatura termica o temperature mapping? Ho fatto una bella chiacchierata con i nostri esperti Mirrhia...
Avrete forse sentito parlare di cartografia, di mappatura termica, di caratterizzazione termica o di temperature mapping. L’altro giorno ho avuto una conversazione interessante con Adrien e Manu proprio su questo tema e ho deciso di condividerne oggi una parte con voi. Per intenderci, useremo il termine “mappatura termica“, come fa l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Che cos’è la mappatura termica?

Per rispondere al meglio a questa domanda conviene probabilmente spiegare a che cosa serve. La mappatura termica serve a caratterizzare la distribuzione, la fluttuazione, l’evoluzione e persino l’omogeneità della temperatura di un locale.

Questa caratterizzazione vi permette di garantire la qualità dello stoccaggio, la qualità del vostro prodotto e la stabilità della temperatura.

In una clean room, in una cella frigorifera o in un frigorifero, per esempio, la temperatura non è uniforme ovunque. Può variare a seconda che il punto di misura sia in alto o in basso. Varia anche in funzione del volume di prodotti o di apparecchiature stoccati nel locale.

La mappatura termica permetterà a voi o al vostro responsabile qualità di individuare i punti critici (punti caldi, punti freddi) del locale e i punti su cui prestare particolare attenzione. Vi indica la posizione esatta in cui collocare le sonde per monitorare qualsiasi variazione critica e intervenire prima di superare i limiti accettabili.

Come funziona esattamente la mappatura termica?

Viene collocato un gran numero di sonde per un determinato periodo e le temperature vengono registrate. La mappatura stabilirà poi dove posizionare le sonde in corrispondenza delle temperature estreme che saranno state registrate.

Ci sono regole da seguire?

Ci sono diverse regole e specificità tecniche da considerare, oltre a norme che raccomandano le procedure da seguire.

Se il volume del vostro locale è inferiore a 2 m3, dovrete collocare 9 sonde in ciascun angolo del locale e nel punto centrale. Per spazi più ampi ma inferiori a 20 m3, dovrete collocare 15 sonde.

Naturalmente, con tutte queste sonde non sarete mai esattamente nel punto più caldo né in quello più freddo.

Per interpolazione potrete stabilire che tra la sonda in alto a sinistra e quella centrale, a una certa distanza, si trova il punto più caldo del locale. Potrete allora aggiungere la vostra sonda di misura in tempo reale per il punto caldo, e fare lo stesso per il punto freddo. Ne deriva un intervallo di misura. Ora sapete che la temperatura del vostro locale non salirà mai al di sopra del punto caldo né scenderà mai al di sotto di quello freddo.

Questo vi permetterà di conservare i vostri prodotti in condizioni ideali oppure, al contrario, di scoprire per esempio che il vostro impianto HVAC non consente di raggiungere condizioni sufficienti a garantire lo stoccaggio.

Quando eseguirla?

Una volta garantite le condizioni ottimali, si posizionano due sonde per circa un anno, solo per le misure estreme. A quel punto potete garantire che i vostri prodotti sono stati conservati in condizioni perfette. Alcune aziende scelgono di ripetere l’operazione più spesso, perché nel locale ci sono molte perturbazioni.

Nell’industria farmaceutica la mappatura termica è obbligatoria prima di stoccare medicinali o vaccini e durante lo stoccaggio. Per spazi di stoccaggio più ampi, per gli stoccaggi critici o per i magazzini poco isolati, dovrete eseguirla due volte l’anno, una in estate e una in inverno.

Anche la temperatura esterna può avere un forte impatto sulla temperatura interna, persino quando il locale è climatizzato.

Mappatura termica: locale vuoto o locale a carico

La temperatura del vostro locale varierà in funzione del volume stoccato. Non appena lo svuotate, la temperatura fluttua. I vostri punti caldi e freddi si spostano.

È quindi consigliabile eseguire una mappatura termica a locale vuoto. Poi si simula la situazione caricando una certa quantità di materiale (non il prodotto reale, naturalmente, soprattutto se si tratta di vaccini o medicinali) per verificare che la fluttuazione sia accettabile.

È necessario considerare il maggior numero possibile di eventi a cui il prodotto stoccato potrebbe essere esposto: l’apertura di una porta, l’aggiunta di uno scaffale, un’interruzione di corrente ecc. In alcuni casi queste prove vengono eseguite nel fine settimana. L’obiettivo è ottenere l’immagine più fedele possibile delle condizioni reali.

A chi si rivolge?

Certo, sentirete parlare di mappatura termica soprattutto nell’ industria farmaceutica ma non solo. L’agroalimentare, l’industria, la cosmetica sono anch’essi interessati dalle variazioni di temperatura nei magazzini, anche se le temperature non sono sempre critiche come nel farmaceutico.

Poter dimostrare che i prodotti sono stati conservati nel posto giusto e a temperature ideali è una garanzia di qualità.

Volete saperne di più sulla mappatura termica o su Mirrhia?

Avete bisogno di un servizio di mappatura termica? Volete parlarci di un progetto di mappatura termica? Contattate subito Mirrhia. Saremo più che lieti di aiutarvi.

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