Mirrhia – La soluzione di monitoraggio ambientale
Jean Martin – CEO di Mirrhia
Mirrhia è specializzata nel controllo qualità del farmaco. Che cosa significa? Significa che un paziente in ospedale, un paziente che assume un medicinale, deve avere la certezza al 100% che quel medicinale sia stato prodotto in buone condizioni e che sia sano.
Per riuscirci esiste tutta una serie di tecnologie che gli ospedali e l’industria farmaceutica devono mettere in campo. E noi di Mirrhia siamo quelli che forniscono queste tecnologie. Lo facciamo attraverso il nostro software, Mirrhia, che di fatto industrializza questo controllo e questo monitoraggio. Ci sono poi le apparecchiature da installare. Abbiamo personale interno che le installa e le tara perché funzionino correttamente.
Siamo riusciti a trasformare un’azienda che realizzava progetti di monitoraggio ambientale su misura in un’azienda che propone una soluzione industriale di monitoraggio ambientale su scala mondiale. È un percorso complesso, perché bisogna passare dal saper fare a un sistema informatico. Ciò richiede l’evoluzione delle nostre persone. E richiede anche l’evoluzione dell’intera struttura aziendale.
Questa scelta è passata attraverso l’investimento sul prodotto. Ha comportato la creazione di una rete di distribuzione e di partnership, per esempio con il gruppo bioMérieux di Lione, che per noi è un partner essenziale.
Il futuro è proseguire su questa strada e diventare una delle prime tre aziende produttrici di software di monitoraggio ambientale al mondo. E poiché questo settore è in movimento costante, l’innovazione è la chiave del successo. Per collocarci in questa top 3 e restarci, continueremo a investire massicciamente in R&S.
Nicolas Gilson – Direttore vendite e marketing
Innanzitutto Mirrhia risponde a un obbligo normativo, un vincolo che si ritrova nelle direttive europee note come GMP, le norme di buona fabbricazione. E troviamo autorità come l’AFMPS (l’agenzia federale belga per i medicinali e i prodotti sanitari) che verificano il rispetto di questi requisiti.
Oggi, soprattutto nel settore farmaceutico, molti processi sono ancora molto manuali, molto laboriosi e richiedono in effetti moltissime interazioni. Si trascrivono per esempio le informazioni su carta, il che richiede tempo e genera errori. Si parla allora di falsi positivi, cioè si crede che un locale sia contaminato quando non lo è, con possibili impatti rilevanti. Oppure si parla di falsi negativi: si crede che il locale non sia contaminato quando in realtà lo è, e questo, evidentemente, è più grave. Potenzialmente il vostro medicinale ne risulterà compromesso mentre voi lo ritenete sicuro.
Questi processi, oggi estremamente manuali, saranno nel prossimo futuro completamente digitalizzati dalla A alla Z, con un supporto per l’operatore. Avrà un tablet su cui visualizzare il proprio processo. Potrà poi scansionare i consumabili e le apparecchiature con cui lavorerà. Potrà autenticarsi sul sistema, il che significa una tracciabilità completa. E il risultato di questa tracciabilità è soprattutto che, grazie alla digitalizzazione, avremo informazioni quasi in tempo reale sulla contaminazione del locale.
Quanto al prossimo futuro di Mirrhia… Abbiamo già una copertura internazionale che vorremmo estendere il più possibile. Siamo presenti negli Stati Uniti, a Singapore, in Europa naturalmente ecc. Vorremmo continuare ad ampliare la nostra presenza geografica. C’è poi un’evoluzione settoriale. Siamo molto presenti nel mondo farmaceutico e negli ospedali. Domani vorremmo crescere in settori come l’aerospaziale, l’agroalimentare e la cosmetica.
E poi, guardando un po’ più lontano, andremo verso i Big Data, l’intelligenza artificiale, la capacità di anticipare il più possibile il comportamento di un locale per poter adottare azioni preventive anziché reattive, sulla base dell’intelligenza artificiale.
Maggiori informazioni su Mirrhia
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Un video di Jean & Nicolas
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