11/06/2021

L’Allegato 1 for Dummies

In un prossimo futuro potremmo vedere alcune modifiche all'Allegato 1. Ma di che cosa parla, esattamente, l'Allegato 1?

Quando si è nuovi nel mondo dei sistemi di monitoraggio ambientale capita presto di sentire chi ci sta attorno parlare di Allegato 1… ed è normale. L’EudraLex , che raccoglie le norme applicate alla produzione di medicinali nell’Unione europea, definisce le GMP (Good Manufacturing Practice): il loro Allegato 1 contiene le linee guida per la fabbricazione dei prodotti sterili.

La prima edizione dell’Allegato 1 risale al 1989. In seguito ci sono stati molti aggiornamenti parziali, ma non una revisione completa del documento. L’ultimo intervento risale al 2009. Successivamente sono state avanzate proposte di revisione e sono state pubblicate diverse bozze per la consultazione.

L’ultima bozza (la numero 12) è stata pubblicata nel febbraio 2020. La buona notizia è che potremmo vedere una versione definitiva del documento a fine 2021 con applicazione nel 2022.

Che cosa contiene esattamente l’Allegato 1?

L’Allegato 1 si compone di 11 capitoli. Si apre con il campo di applicazione e i principi, seguiti da un capitolo sul sistema qualità farmaceutico (PQS). Elenca poi i locali a cui si applica, le apparecchiature e le utilities. Segue un capitolo sul personale e un altro che riguarda la produzione e le tecnologie specifiche. Il capitolo 9 tratta il monitoraggio ambientale e di processo, vitale e non vitale, seguito dal controllo qualità. Alla fine troverete il glossario.

I 2 temi principali dell’Allegato 1 sono la gestione del rischio qualità (QRM) e la strategia di controllo della contaminazione (CCS). Temi strettamente legati al monitoraggio ambientale degli impianti.

Che cos’è la gestione del rischio qualità (QRM)?

In realtà l’intero Allegato 1 ruota attorno alla gestione del rischio qualità. La gestione del rischio è un processo sistematico di valutazione, controllo, comunicazione e riesame dei rischi. Garantisce al paziente il massimo livello di qualità del prodotto. Inoltre la gestione del rischio qualità migliora il processo decisionale quando si presenta un problema di qualità.

Esistono alcuni strumenti di gestione del rischio riconosciuti nell’industria farmaceutica e dalle autorità (come descritto nelle linee guida ICH Q9):

  • Failure Mode Effects Analysis (FMEA)
  • Failure Mode, Effects and Criticality Analysis (FMECA)
  • Fault Tree Analysis (FTA)
  • Hazard Analysis and Critical Control Points (HACCP)
  • Hazard Operability Analysis (HAZOP)
  • Preliminary Hazard Analysis (PHA)

Che cos’è una strategia di controllo della contaminazione (CCS)?

Una strategia di controllo della contaminazione deve affrontare i diversi elementi della progettazione di processo che proteggeranno il vostro prodotto da qualsiasi contaminazione: il controllo delle materie prime, la valutazione del rischio di processo, la manutenzione preventiva, la pulizia e la disinfezione o i sistemi di monitoraggio, per citarne alcuni.

Una strategia di controllo della contaminazione va concepita per aiutare i fabbricanti a individuare e risolvere i rischi. Richiede una solida comprensione e conoscenza del prodotto e del processo di progettazione, per poter valutare i rischi o i pericoli che possono presentarsi e intervenire.

È un processo continuo che, una volta attuato, va mantenuto e riesaminato regolarmente per garantire che i prodotti siano sempre fabbricati in conformità alla CCS e alle GMP.

E il monitoraggio nella CCS?

Il monitoraggio ambientale è determinante nella strategia di controllo della contaminazione e serve a sorvegliare e determinare il livello di contaminazione in una clean room o in un’area produttiva.

Il monitoraggio ambientale fornisce dati sul controllo della contaminazione e aiuta a prevedere eventuali problemi o ad assumere decisioni proattive per evitare la contaminazione.

La gestione del rischio qualità aiuta a stabilire quando, dove e su che cosa effettuare il monitoraggio! I gradi di qualifica dei locali vi indicano il livello di monitoraggio necessario. Vanno considerate anche le superfici e la posizione all’interno dello stabilimento, l’ambiente aria, i materiali e il personale (per esempio i campionamenti su guanti e camici).

È necessaria la piena conoscenza dei punti critici degli impianti.

Che cosa aspettarsi dalla revisione dell’Allegato 1?

La nuova revisione dell’Allegato 1 chiederà ai fabbricanti di ripensare il layout delle proprie clean room, con nuovi approcci alla progettazione dei piani di monitoraggio ambientale delle aree critiche, degli spogliatoi, dell’impianto HVAC e della qualifica delle clean room, prestando grande attenzione al sistema qualità farmaceutico (PQS) e alla gestione del rischio qualità, come descritto rispettivamente nelle linee guida ICH Q9 e ICH Q10.

È giunto il momento di rivedere l’Allegato 1. Deve allinearsi alle attese e alle tecnologie del settore. Alcuni requisiti chiave vanno chiariti. E occorre allinearlo anche alle ICH Q9 e Q10.

La nuova versione dell’Allegato 1

Sì, è uscita: eccola qui, apposta per voi.

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