Allegato 1 – Nuova versione
Sono passati più di 3 mesi dall’uscita della nuova versione dell’Allegato 1 e naturalmente abbiamo pensato di parlarne un po’ 🙂
Ricordiamo che cos’è l’Allegato 1
Per memoria, questo agile documento di 59 pagine, pubblicato dalla Commissione europea, fornisce indicazioni tecniche sui principi e sulle linee guida delle Norme di Buona Fabbricazione (GMP) per i medicinali a uso umano e veterinario, sia sul controllo e sulla progettazione degli edifici, delle apparecchiature e dei sistemi impiegati, sia sulle procedure. Il tutto per evitare qualsiasi contaminazione.
Questo Allegato assiste le autorità nell’applicazione delle leggi europee. Se volete saperne di più sull’Allegato 1 e su come è strutturato, per esempio, vi invito a leggere un articolo che ho scritto con amore, intitolato: L’Allegato 1 for Dummies.
La revisione dell’Allegato 1, una revisione attesa da tempo.
Ma perché farne un caso?
Immagino che nel settore alcuni la aspettassero da sempre, o quasi. Lo stato del documento dice tutto: “Revisione della versione 2007 dell’Allegato 1”. E siamo quasi nel 2023! Capite che intendo? Insomma, era ora.
In 16 anni sono successe molte cose: le normative sono cambiate e gli ambienti in cui tutti questi prodotti vengono fabbricati si sono evoluti parecchio.
In questa nuova versione ha prevalso la volontà di eliminare ogni ambiguità e incoerenza, e tanto meglio così. In fondo, non vogliamo certo giocare con la vita delle persone. Ed era necessario tenere conto dell’evoluzione fulminea delle tecnologie impiegate.
Una domanda banale…
Quando entrerà in vigore?
Il 25 agosto 2023, il che vi lascia 9 mesi se dovete modificare qualcosa nella vostra azienda.
Che cosa cambia, in sostanza?
Innanzitutto — e francamente è un punto davvero importante — il testo è più comprensibile per chiunque. Se l’obiettivo è salvare vite, è meglio dettare regole comprensibili a tutti, dall’amministratore delegato della vostra azienda farmaceutica all’operatore della clean room.
Ho divorato l’intero Allegato 1. Interessantissimo. E sì, sinceramente, sulla scrittura è stato fatto un bel lavoro!
Se alcuni paragrafi sono scomparsi, altri sono raddoppiati o addirittura triplicati. Alcuni temi sono stati sviluppati punto per punto: l’uso dei guanti, l’ambiente, i metodi di decontaminazione, la pulizia e la disinfezione ecc.
La buona notizia è che la struttura resta la stessa. Un titolo però è cambiato (e ci riguarda da vicino, in quanto fornitori di soluzioni di monitoraggio ambientale). Il capitolo 9 si intitola ora “Monitoraggio dell’ambiente e dei processi”, al posto di “Monitoraggio dell’ambiente e dei processi vitali e non vitali”.
La gestione del rischio qualità (QRM) in tutto l’Allegato 1
La gestione del rischio qualità (QRM) non è una novità per l’Allegato 1, ma in questa nuova versione vi si dice fin da subito che la QRM si applica all’intero documento e che ne troverete riferimenti e fondamenti lungo tutto il testo.
Una nuova sezione sulla strategia di controllo della contaminazione (CCS)
Uno dei nuovi requisiti più importanti del nuovo Allegato 1 è la strategia di controllo della contaminazione (CCS).
La CCS deve essere attuata in tutti gli stabilimenti per individuare i punti critici di controllo della contaminazione e per valutare l’efficacia di tutti questi controlli e delle misure di monitoraggio. È ciò che consente di gestire il rischio per la sicurezza e per la qualità del prodotto.
Siamo chiari: se create una CCS, la mettete in un cassetto impolverato e ve ne dimenticate per 16 anni o per sempre, siete decisamente sulla strada sbagliata, e con voi la vostra produzione di prodotti sterili.
La vostra CCS va riesaminata quando necessario e aggiornata regolarmente. L’obiettivo è migliorare in continuo i metodi di controllo. Va quindi riesaminata periodicamente, il che comporterà aggiornamenti del sistema qualità farmaceutico (PQS).
Un consiglio da amico: prima di modificare qualsiasi cosa, dovete valutare l’impatto della modifica che intendete apportare.
sta a voi adottare tutte le precauzioni necessarie per garantire che il vostro prodotto sia effettivamente sterile.
Il concetto di RABS (Restricted Access Barrier Systems) o isolatori
Prima non c’era. I RABS o gli isolatori sono quelle apparecchiature che permettono di ridurre al minimo la contaminazione microbica legata agli interventi umani diretti nelle aree critiche (grado A). Avete presente quelle macchine con i guanti integrati? Ecco, quello è un RABS o un isolatore.
E a che cosa serve? Queste tecnologie garantiscono condizioni ottimali per i prodotti quando si trovano in aree critiche lungo tutto il processo e riducono il rischio di trasferimento della contaminazione. Va notato che il materiale dei guanti, sia per gli isolatori sia per i RABS, deve dimostrare una sufficiente resistenza chimica e meccanica. E naturalmente la frequenza di sostituzione deve figurare nella CCS. Se usate i bei guanti blu con un RABS in un’area di grado A, devono essere sterilizzati prima dell’uso o bio-decontaminati!
E il monitoraggio ambientale?
Potete immaginare che, dal momento in cui si fabbrica un medicinale sterile destinato a essere somministrato per via orale o iniettiva, non si può fare ciò che si vuole: le condizioni in cui questi prodotti vengono fabbricati e confezionati devono essere iper-controllate e in modo sistematico.
E il grande cambiamento di questa revisione riguarda il monitoraggio microbiologico. È chiaramente nel vostro interesse rivedere il programma di monitoraggio ambientale per accertarvi che la vostra attività sia ancora conforme alla legislazione.
Il nuovo Allegato 1 stabilisce che va redatto un piano di campionamento e che la vostra strategia di controllo della contaminazione deve influenzare direttamente il programma di monitoraggio ambientale. Questo piano deve fornirvi tutti i dati necessari a garantire che le vostre clean room siano davvero pulite e che siate in grado di rilevare escursioni potenzialmente rischiose per la qualità del prodotto.
Con questa strategia di controllo della contaminazione (CCS) rafforzata, che imporrà il monitoraggio dei vostri parametri critici, vi consigliamo di dotarvi di un sistema di monitoraggio ambientale come Mirrhia. Grazie a Mirrhia potrete monitorare e misurare tutto ciò che volete (conteggio particellare, pressione ecc.) e soprattutto visualizzare le tendenze per avere il pieno controllo del vostro ambiente.
Ora che la versione definitiva dell’Allegato 1 è stata pubblicata, è importante rivedere il vostro programma di monitoraggio ambientale per accertarvi che i metodi impiegati siano ancora conformi.
Che cosa significa in pratica? Sulla base di un’analisi del rischio e dei suoi risultati si stabilisce che un’area o una postazione va monitorata sistematicamente e, se possibile, in attività. (Il che non è sempre fattibile).
Per un’area di classe A (in sostanza, un’area critica per tutto ciò che è asettico, come il riempimento dei flaconi), il monitoraggio particellare e microbiologico deve essere effettuato lungo tutte le fasi critiche (è qui che vi servirà MIRRHIA FACILITY®).
Si ritiene che anche le zone B (quelle che normalmente si attraversano prima di entrare in una zona A) debbano essere monitorate come le classi A, con un campionamento meno frequente.
Per il monitoraggio delle classi C (dove per esempio si preparano e si pesano le soluzioni da filtrare) e D (dove per esempio si puliscono le apparecchiature), si rinvia ai principi della gestione del rischio qualità. I requisiti, gli allarmi e le soglie di azione dipendono dalla natura delle operazioni svolte.
Non si tratta in realtà di una modifica del monitoraggio ambientale, ma di un rafforzamento della strategia di controllo della contaminazione. Come detto sopra: prima di modificare qualsiasi cosa è indispensabile valutare l’impatto della modifica che intendete apportare… ma soprattutto tradurla in un processo che potrete misurare con Mirrhia.
Una volontà di armonizzazione
Tra l’Allegato 1, gli standard dell’OMS e il PIC/S (Pharmaceutical Inspection Cooperation Scheme), era anche giunto il momento di armonizzare tutti questi principi legati alla fabbricazione dei medicinali sterili. C’era la volontà di allinearsi alla FDA e alle sue linee guida del 2004 sui prodotti sterili
Avete una domanda sull’Allegato 1?
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